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Talk to Dani Daniela Linda

L’Odore della Carta ·9 luglio 2026 ·3 min di lettura

La maglietta taglia unica che non ti va mai bene

Taglia unica vuol dire che sta larga a tutti e non veste bene nessuno. Vale per le magliette dei convegni e vale, quasi sempre, per il ruolo che stai facendo adesso.

Hai presente le magliette che danno agli eventi aziendali? One size fits all.

Non è vero. Sta larga a tutti, non veste bene nessuno, e la fine è sempre la stessa: finisce in fondo al cassetto e la usi per lavare la macchina.

Con i ruoli funziona uguale.

Come si finisce dentro una taglia unica

Nessuno sceglie di indossare una maglietta che non gli sta. Ci finisci dentro un pezzetto alla volta, e ogni pezzetto sembra ragionevole.

Ti hanno promosso perché eri bravo a fare una cosa, e ora quella cosa non la fai più: gestisci chi la fa. Hai preso il ruolo perché era l'unico disponibile in quel momento, e in quel momento andava benissimo. Hai accettato le responsabilità in più perché non c'era nessun altro, e poi sono rimaste tue per sempre.

Nessuno di questi passaggi è stato uno sbaglio. Solo che sono passati quattro anni, tu nel frattempo sei cambiato, e la maglietta no.

I segnali, che sono sempre gli stessi

Dopo un po' di anni li riconosco al secondo colloquio. Sono banali e sono precisi.

La domenica pomeriggio. Non il lunedì mattina: la domenica pomeriggio, che è quando il corpo si accorge prima della testa.

Non sai più raccontare cosa fai. Quando qualcuno a cena te lo chiede, senti che la risposta è lunga, involuta e un po' difensiva. Chi ha un ruolo che gli sta bene lo spiega in una frase.

Sei bravo e non ti serve a niente. Le valutazioni sono buone, i risultati ci sono, ma non producono nessuna sensazione. Solo sollievo che sia finita.

Ti irrita chi è entusiasta. Questo è il più affidabile di tutti, e il meno confessabile.

Il momento in cui quasi tutti sbagliano mossa

Quando i segnali diventano insopportabili, la reazione tipica è cercare un'altra maglietta. Nuova azienda, ruolo simile, stipendio un po' più alto.

Funziona per circa sei mesi. Poi si torna esattamente al punto di prima, e stavolta con in più la sensazione di aver già provato.

Il motivo è che la domanda era sbagliata fin dall'inizio. La domanda non è dove vado adesso. La domanda è quale forma ha il corpo.

Prendere le misure

Non serve un anno sabbatico né un'illuminazione. Serve smettere di ragionare per titoli e cominciare a ragionare per giornate.

Prova a rispondere a queste, per iscritto, che è diverso.

  • Nell'ultimo anno, qual è stata la giornata di lavoro migliore? Non il risultato migliore: la giornata. Cosa stavi facendo, con chi, in che stanza.
  • Cosa c'era in quella giornata che di solito non c'è?
  • Quale parte del tuo lavoro, se domani sparisse, non ti mancherebbe per niente?
  • Cosa fai con facilità che agli altri costa fatica? (Se rispondi "niente", chiedilo a un collega. Ti stupirà.)
  • Se il tuo ruolo non avesse un nome, e dovessi descriverlo solo con quello che fai davvero tutti i giorni, che cosa scriveresti?

Da queste risposte non esce un titolo. Esce una forma. E la forma serve molto di più del titolo, perché una volta che ce l'hai puoi guardare un'offerta di lavoro e capire in tre minuti se ti sta o no — invece di scoprirlo dopo sei mesi.

Il pezzo scomodo

C'è un'ultima cosa, e la dico perché nessuno la dice.

A volte la maglietta sta stretta perché sei cresciuto. E a volte sta larga perché ti sei rimpicciolito per starci comodo.

Il secondo caso è più difficile da guardare, e più frequente di quanto sembri. Se da qualche anno ti stai raccontando che va bene così, che tanto lo stipendio è buono, che a quarantacinque anni non si cambia — non è una maglietta che ti sta larga. È che hai smesso di prendere le misure.

Si può ricominciare a prenderle in qualunque momento. Anche oggi pomeriggio, con un foglio.


Se preferisci farlo con un metodo invece che con un foglio bianco, La Ruota degli Obiettivi serve esattamente a questo. Oppure ne parliamo.

Daniela Linda Vent’anni di HR fra Milano e Londra. Ora aiuto i professionisti a trovare l’azienda giusta e le aziende a trovare le persone giuste. Come sono arrivata qui →

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